Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

 

  

proteoBergamo

 

PROTEO BERGAMO

associazione culturale no profit
PROmozione Tecnologie Esperienze Organizzazione

24122 - Bergamo - Via Garibaldi 3
tel. 035.3594380, fax 035.3594459

E-Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -  Provider ECM Nazionale 1519

 

In collaborazione con

Studio dott. Antonio Techel

Bergamo

 

L’uso dello scarabocchio nel lavoro clinico

Seminario di formazione
gennaio – novembre 2016

 Evento ECM RES 1519 
(in fase di accreditamento, crediti previsti 39)
per le figure professionali di medico chirurgo e psicologo
Responsabile scientifico: Antonio Techel
Docente: Antonella Pendezzini

 

Che cos’è lo Scarabocchio? “È difficile spiegare come da un gesto così semplice, come è quello di tracciare degli scarabocchi, a occhi chiusi, dove la mano va… la testa possa elaborare poi… perché non è difficoltoso identificare i disegni: io guardo l’immagine e posso vederci quello che voglio… è la mia fantasia che va. E poi tutto quello che si muove dentro quando si elabora la storia… sono parole che escono, ma non sono pensate; il disegno viene dalla mano e io non la controllo, non mi interessa che le linee si intersechino o meno… la mia mano va. È come quando apri un vaso ed esce fuori tutto. È la scintilla, mi basta solo la scintilla e poi, senza neanche riflettere, la storia esce. Montagne russe! Secondo me ha questo andamento lo Scarabocchio. Ed è bello il momento della discesa perché è lì che uno non pensa… è talmente veloce che uno non riesce neanche a capire bene che cosa sta succedendo.” (Una paziente)

 

Lo scarabocchio come strumento psicodiagnostico
16 gennaio 2016 ore 8,30 – 12,30 ; 20 febbraio, 12 marzo 2016 ore 8,30 – 11,30

Nell’inquadramento clinico psico-diagnostico, l’utilizzo dello Scarabocchio accanto a test proiettivi quali: test carta-matita, Blacky pictures, Sceno test, Rorschach e T. A. T permette al paziente di creare, partendo solo ed esclusivamente da sé. Non vengono somministrate tavole precostituite, non si danno consegne riguardanti il cosa disegnare o materiali particolari e selezionati con i quali creare. Lo Scarabocchio permette l’emergere di tematiche, conflittualità e risorse tipiche del paziente che, nel rappresentare graficamente e nell’inventare storie, parla un proprio “linguaggio specifico” fatto di immagini tradotte in parole, storie, ambienti, intrecci e vicende che permettono di rivivere una dinamica interna profonda, a volte faticosa, che fino all’emergere del sintomo non aveva trovato possibilità di manifestarsi in tutta la sua crudeltà e potenza. Tradurre il sintomo in un “linguaggio altro” fatto di colori, immagini, parole ed emozioni è ciò che permette di poterne parlare e apre la via ad altre mille narrazioni possibili che piano piano possono portare al cambiamento; lo scarabocchio è un romanzo che non ha mai un finale ma che mette in gioco personaggi sempre più complessi e completi che danno origine a dialoghi interminabili. Spesso, inoltre, le restituzioni delle valutazioni psicodiagnostiche sono faticose, poco chiare, ricche di troppi termini psicologici difficili da comprendere da parte del paziente e, se si tratta di un minore, da parte dei genitori. Utilizzare la storia emersa dallo Scarabocchio aiuta a parlare un linguaggio condiviso, fatto di immagini e di simboli molto più facilmente fruibili perché appartengono al mondo interno del paziente.

 

Lo scarabocchio come strumento psicoterapico
2 aprile, 21 maggio 2016 ore 8,30 – 11,30

A livello psicoterapico, lo Scarabocchio rivela la sua efficacia come strumento che può offrire un sollievo immediato. Disegnare, colorare, in qualche modo “regredire” ad una dimensione infantile permette alla persona di distendersi, rilassarsi, concentrandosi sul qui e ora. Lo Scarabocchio appassiona, diverte, rende il paziente attivo (dato che è il creatore originale del disegno e dei colori) oltre che permettergli di interrogarsi sul senso sorprendente e ricorsivo di alcuni contenuti e temi che emergono dal suo mondo interno.
Lo Scarabocchio rappresenta inoltre una metodologia utile per l’esperienza di “defusione” dalle emozioni troppo coinvolgenti.. Nella pratica psicoterapica breve degli stati ansiosi e quando le emozioni traumatiche sono particolarmente invasive, diventa prioritario aiutare il paziente a prendere una sufficiente distanza da paura, tristezza, rabbia per mettere meglio a fuoco quanto gli sta succedendo. Lo Scarabocchio permette di avvicinare il mondo interno, creando una distanza di sicurezza e di sollievo che garantisce un esame più realistico del problema del paziente.

 

Lo scarabocchio come strumento psicoanalitico
17 settembre, 15 ottobre 2016 ore 8,30 – 11,30; 19 novembre 2016 ore 8,30 – 12,30

A livello psicoanalitico, lo Scarabocchio aiuta a gestire gli intensi contenuti emotivi che il paziente spesso tende ad agire e a scaricare a livello motorio. Con lo Scarabocchio è possibile sviluppare un contenitore più forte e mettere in narrazione ciò che è primitivo, trasformando gli elementi agiti ed espulsi in qualcosa di pensato e pensabile. Con le storie create si può dare forma e significato a elementi impliciti che, stagliandosi dallo sfondo dello Scarabocchio, delineano ciò che prima era incomprensibile e senza nome.
La griglia procedurale è sempre in divenire e aperta a nuove intuizioni e contributi, ma si snoda in questo modo: dopo aver scarabocchiato e aver trovato i contenuti del disegno, il paziente si abbandona alle proprie associazioni, ai ricordi, alle fantasie, alle quali possono alternarsi osservazioni e associazioni dell’analista. Il dialogo struttura un campo bipersonale nel quale avvengono i fenomeni abituali e centrali della relazione analitica; si tratta di una co-costruzione a partire dalle associazioni e dagli scambi verbali ed emozionali in seduta, ma talvolta è una costruzione solitaria, costruita dal paziente a casa, come se avesse raccontato una storia al proprio bambino interno per fargli compagnia e calmarlo quando si sente solo.
Il percorso analitico si apre così a un mondo di possibilità curative “perché qualunque dolore può essere sopportato se si traduce in una storia” (K. Brixen)

 

 

Calendario 2015

16 gennaio, ore 8,30-12,30
20 febbraio, 12 marzo, ore 8,30-11,30
2 aprile, 21 maggio, ore 8,30-11,30
17 settembre, 15 ottobre ore 8,30-11,30
19 novembre ore 8,30-12,30

 

Sede
Studio dott. Antonio Techel Via Montello, 11 - Bergamo Tel. 035 342281 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Costo
320 € da versare sul c/c intestato a:
Associazione PROTEO - Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo
Banca PROSSIMA Filiale di Milano
Codice IBAN IT 50 W033 5901 6001 0000 0128 696

 

©2019 Newscribble. All Rights Reserved.

Search