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proteoBergamo

 

PROTEO BERGAMO

associazione culturale no profit
PROmozione Tecnologie Esperienze Organizzazione

24122 - Bergamo - Via Garibaldi 3
tel. 035.3594380, fax 035.3594459

E-Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -  Provider ECM Nazionale 1519

 

In collaborazione con

Studio dott. Antonio Techel

Bergamo

 

L’uso dello scarabocchio nel lavoro clinico

Seminario di formazione
gennaio – settembre 2015

 Evento ECM RES 1519  
(in fase di accreditamento, crediti previsti 27)
per le figure professionali di medico chirurgo e psicologo
Responsabile scientifico: Antonio Techel
Docente: Antonella Pendezzini

 

Il seminario di formazione sul metodo diagnostico e terapeutico dello scarabocchio intende approfondire l’uso di uno strumento che, come sostiene Ferro, si pone come “un punto di arrivo del proto-mentale e un punto di partenza da esso”. Attraverso le sue linee tracciate in assenza di memoria e di desiderio, lo scarabocchio rappresenta un pre-testo narrativo per storie da raccontare e per un dialogo intrapsichico che può “dare speranza e percorribilità a sentieri di vita interrotti e aprirne altri del tutto imprevedibili”. (Antonino Ferro)

 

Lo scarabocchio: ponte tra processo primario e processo secondario

L’immagine della nostra individualità più profonda è inconscia e si può incontrare solo scardinando l’ordine razionale e sostituendo al pensiero logico della causa-effetto un pensiero fatto di sensazioni, odori, suoni, movimenti, immagini, fatto di elementi insaturi, come nel processo primario. Occhi chiusi, mano sinistra, tratto libero: un gesto carico di memoria affettiva sulla scia del movimento fetale e nascono linee oblique, diritte, capricciose, armoniche, linee che si incontrano e che si lasciano secondo un pensiero libero che si permette di saltare da un tratto all’altro, eludendo la sorveglianza del processo secondario razionale che racchiude la verità in spazi prevedibili e ripetitivi. E’ il processo primario che vive di continuità e rappresenta una relazione simbiotica immaginaria con il foglio bianco. Solo successivamente interviene il processo secondario necessario per individuare una forma, dare un nome. All’interno del labirinto emerge infatti una figura, appare una forma di senso compiuto mai vista prima. E su questa forma il processo secondario costruisce un significato e poi una storia che rimandano a un’emozione, a un affetto spesso sepolti e che possono rappresentare il nucleo di una prima linea interpretativa.

Lo scarabocchio come tripartizione dello spazio - tempo

Tre scarabocchi, disegnali su tre fogli diversi messi l’uno accanto all’altro per costruire un dialogo tra passato, presente e futuro e tra gli oggetti interni e gli oggetti del mondo esterno attraverso una rappresentazione visiva delle loro relazioni. Il passato, con il suo carico di nostalgia, perdila o desiderio di lasciare un’identità di cui ci si vuole spogliare, lascia tracce nel presente che delinea la dimensione più attuale dell’oggetto vissuto. Il futuro rappresenta una richiesta trasformativa e la dinamica verso una realizzazione futura. Gli scarabocchi non sottostanno a un’unica linea interpretativa; possono essere riorganizzati più volte e quello che prima era il passato nel nuovo racconto può diventare il presente e poi il futuro, in uno scambio dinamico che può far nascere storie pluriverse tese a far emergere un’identità a più dimensioni.

Lo scarabocchio come occasione di dialogo interpsichico e intrapsichico

Come un’opera d’arte inventa relazioni di mondi immaginari che creano nuovi campi generativi di significati diversi, così lo scarabocchio in seduta, con il suo potenziale immaginativo, può permettere, nella relazione tra paziente e terapeuta, un incontro tra forme diverse e plurime di sentire, di immaginare. L’ incessante scambio creativo dà origine e forma alla rèverie e al contro­transfert e permette di co-creare spazi mentali immaginari che nascono dalla continua intersezione di pensieri onirici della veglia. La forma nata dallo scarabocchio del paziente guarda l’analista, ed è una dimensione del suo volto quella che guarda, e l’analista può intessere con lo scarabocchio - sguardo del paziente qualcosa di vivo, di interessato al dialogo associativo. Accompagnato da questo contenimento empalico, il paziente può cominciare ad utilizzare lo scarabocchio anche fuori dalla seduta, quando situazioni conflittuali interne lo preoccupano e sente la necessità di un dialogo intrapsichico che dia spazio a tutte le voci che lo agitano, a tutte le immagini che lo catturano per intrecciarle in una storia che, nel suo dipanarsi, diventa essa stessa un contenitore. Così può scarabocchiare la sera, o la notte, se emozioni e pensieri aggrovigliati impediscono il sonno.

 

 

Calendario 2015
17 gennaio, 21 febbraio, 14 marzo, 11 aprile, 9 maggio, 19 settembre
Ore: 8,30-11.30

 

Sede
Studio dott. Antonio Techel Via Montello, 11 - Bergamo Tel. 035 342281 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Costo
220 € da versare sul c/c intestato a:
Associazione PROTEO - Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo
Banca PROSSIMA Filiale di Milano
Codice IBAN IT 50 W033 5901 6001 0000 0128 696

 

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