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L’uso dello scarabocchio nel lavoro clinico

Seminario di formazione

gennaio – novembre 2013

 

Evento ECM RES 1519- (in fase di accreditamento, crediti previsti 31)
per le figure professionali di medico chirurgo e psicologo
Responsabile scientifico: Antonella Pendezzini

 

Proseguono anche quest’anno gli incontri di formazione sull’acquisizione della “tecnica”- intesa nel significato greco di arte - dello scarabocchio.
Molti pazienti fanno fatica a portare in terapia l’elemento principe della lettura dell’inconscio, “il sogno”. Eppure occorre costruire un ponte per pescare in quella memoria implicita, legata a una sensorialità primitiva, che viene prima della coscienza e della parola.

Scarabocchio come occasione per il paziente di essere attivo protagonista del proprio percorso terapeutico

 Lo scarabocchio, vissuto in seduta all’interno della relazione analista–paziente, può facilitare l’emergere di contenuti pre-verbali inconsci e liberare quote di creatività inespressa che creano sorpresa e stupore in chi le produce e in chi le osserva.  “Lo scarabocchio contiene in sé un elemento insaturo che, con tutti i suoi possibili derivati narrativi, si presta molto  bene a essere una plastilina, una creta visiva che può rinviare in modo caleidoscopico a tanti pittogrammi; questo può rappresentare un inizio, un prologo per racconti da narrare tra paziente e analista. “ (Antonio Techel “Il creare del paziente, il creare dell’analista” in Rivista Italiana di Gruppoanalisi, vol. XXII – 1/2008, Franco Angeli)

Scarabocchio come occasione di incontro e di costruzione condivisa

L’uso dello scarabocchio, che non è quello winnicottiano, ma la trasformazione di una tecnica utilizzata dai surrealisti per cogliere un’ispirazione creativa accesa dall’inconscio, prevede un imparare facendo, una co-costruzione creativa tra chi fa e chi legge, una profonda attenzione al proprio vissuto contro-transferale.

Scarabocchio come scoperta di mondi possibili

A partire da una memoria psico-corporea vissuta nel qui e ora della seduta, lo scarabocchio può diventare per l’analista uno strumento autentico di interpretazione, per il paziente  l’occasione per incontrare dimensioni intrapsichiche che non ha mai potuto frequentare. E aprire un mondo sconosciuto apre altri mondi possibili. (Ferro)

Calendario 2013

19 gennaio, 16 febbraio 2013: ore 8,30-11,30

23 marzo, 20 aprile, 18 maggio 2013: ore 8,30-11,30

21 settembre, 19 ottobre 2013: ore 8,30-11,30

23 novembre 2013: ore 8,30-12,30

Docente

Antonio Techel

Psicologo e  psicoterapeuta, già vicepresidente del Centro Nuovo Copernico, al lavoro clinico con adulti e bambini ha affiancato una ricerca teorico-clinica centrata sulla relazione tra emozioni e processi di pensiero che l’ha portato a pubblicare diversi articoli su riviste di settore e un libro: “La farfalla insegna. La funzione delle emozioni nel processo di apprendimento” – Armando editore.
Oggi la sua ricerca metapsicologica verte sulla possibilità di entrare in contatto con le parti più primitive del sé, a partire dalla vita intrauterina, attraverso modalità creative quali l’uso dello “scarabocchio” che ha connotato come strumento diagnostico – terapeutico.

 

Sede

Studio dott. Antonio Techel

Via Montello, 11 - Bergamo

Tel. 035 342281 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.newscribble.it

 

Costo

320 € da versare sul c/c intestato a:

Associazione PROTEO – Via Garibaldi, 3-24122 Bergamo Banca San Paolo IMI-Bergamo Agenzia 4 Via S. Bernardino 

Codice IBAN IT 27 Q03069 111041 00000002349

 

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