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“Uso dello scarabocchio nel lavoro clinico”

 

PAOLA DONATI

psicologa - psicoterapeuta

     

Il caso clinico

 

Quando vedo Anna per la prima volta è una giovane donna di 24 anni, altezza media, magra, capelli lisci e biondi. Lamenta un malessere generale, anche fisico:u mal di stomaco, stanchezza, calo ponderale, preoccupazione per la sua salute e per quella dei famigliari. Anna non vive bene neppure l’ambiente lavorativo:  presso la scuola materna  dove lavora non riesce a gestire le dinamiche fra colleghi/e. Anche il rapporto con i genitori dei bambini crea ad Anna preoccupazioni e dubbi; si rende conto di avere difficoltà nelle relazioni, pensa di essere inadeguata fino al punto di dubitare delle sue capacità professionali, spesso mette in discussione l’opportunità di continuare il lavoro di insegnante, suo obiettivo e desiderio da sempre. Mi racconta che ha una relazione con Giorgio, un uomo di qualche anno più di lei, sposato e senza figli. Vive questa relazione in modo conflittuale ma sente che non ne può fare a meno.

Anna è primogenita di due figlie (la sorella ha tre anni meno di lei) ed è molto legata ai genitori. La famiglia è molto religiosa, osservante e partecipante delle varie attività organizzate dalla parrocchia, ed è una famiglia conosciuta e stimata. Anche per questo contesto familiare e sociale, Anna sente la sua relazione come inopportuna; ciò le suscita pensieri ed emozioni che con fatica riesce a conciliare e che la rendono confusa.

Da subito noto che Anna è una donna intelligente, si mostra razionale e compassata, a volte fredda: il suo atteggiamento é composto, controllato, anche nei tratti del volto e nella espressività dei movimenti. I suoi racconti sono razionali, le emozioni e gli affetti vengono tenuti a debita distanza. Con l’approfondirsi del rapporto terapeutico Anna inizia ad aprirsi e ad avvicinarsi gradualmente al suo mondo emozionale più nascosto.

Rileggiamo insieme la sua infanzia, fino ad ora considerata felice, e  Anna  prende coscienza di situazioni e momenti che sono stati per lei motivo di sofferenza. Fra questi: il ritorno al lavoro della mamma al compimento del suo primo anno di vita con l’affidamento ad una parente già madre di due bambini ancora piccoli; la nascita della sorella in coincidenza dell’inizio della scuola materna; la lunga vacanza estiva senza la mamma; il trasferimento dell’abitazione. Questi eventi le hanno lasciato vissuti abbandonici con tutte le emozioni conseguenti. Anna sente che  questi vissuti sono ancora presenti in lei e ne condizionano gli affetti, le emozioni e i pensieri.

Mi parla di  Carlo, il primo ragazzo di cui si innamorò e con il quale ebbe una intensa relazione. Anna e Carlo fecero progetti importanti (matrimonio e figli) ma la relazione si interruppe con la morte prematura di lui, avvenuta nell’arco di 8 mesi dalla scoperta di un melanoma.

Anna si rende conto di non aver elaborato completamente il lutto per la morte di Carlo e comprende che su Giorgio ha riversato tutte le aspettative e i desideri drasticamente interrotti con la prima relazione. Nel corso del tempo Anna capisce che quella con Giorgio non potrà mai essere una relazione così come lei la vorrebbe: ciò non solo perché Giorgio è sposato con un'altra donna, ma anche perché si sente sempre più lontana da lui, anzi forse non c’è mai stata una vera complicità, come quella avuta con Carlo. Nella relazione con Giorgio lei non ha mai chiesto, non ha mai espresso i propri bisogni e desideri, si è sempre adattata a lui in un rapporto che le fa sempre meno bene. Di questa consapevolezza Anna ha preso coscienza nel tempo. Ciò nonostante non riesce ad interrompere la relazione.

 

In questo contesto emotivo propongo ad Anna lo scarabocchio che accetta volentieri; oltretutto da qualche tempo  sta ricercando stimoli nuovi che le permettano di esprimere  meglio altri aspetti di Sé come  il teatro, la pittura e l’arte in generale. La proposta suscita il suo interesse.

 

Questi gli scarabocchi in ordine di esecuzione

 

Scarabocchio n° 1

 

 

Scarabocchio n° 2

 

Scarabocchio n° 3

 

Come “Variazione” del metodo consueto utilizzo supporti lucidi per gli scarabocchi e, ad esecuzione avvenuta, chiedo ad Anna di sovrapporli come le viene più spontaneo ed esprimere liberamente ciò che vede e sente.

Anna si limita a nominare (pesce, perla, serpente, cuore, punto di domanda, persona rannicchiata) le immagini che vede in ogni singolo scarabocchio, senza commentare o descrivere ulteriormente i soggetti.

Al contrario Anna si sofferma a commentare l’immagine ricavata sovrapponendo i tre scarabocchi, a sua detta l’immagine che l’ha colpita di più (si veda il n° 1: con la sovrapposizione delle tre figure Anna aggiunge il sacco in rosso che racchiude parzialmente il pesce e la perla in precedenza citati).

Il commento di Anna agli scarabocchi in generale e all’immagine della sovrapposizione finale è il seguente:

“… é come se il pesce fosse molto interessato alla perla con l’intenzione di mangiarla perché chiusa nel sacco. Ma la perla ha una via di fuga, può decidere di uscire dal sacco o rimanerci.”

“… dal sacco potrebbe uscire o entrare un serpente che ha legato un cuore con due funzioni: cuore come un sonaglio per richiamare qualcuno o cuore per impedire ai sonagli di suonare.”

“…la persona del terzo scarabocchio si sta chiedendo quale scegliere fra le due opzioni.”

Con Anna riprenderemo spesso gli stimoli suggeriti dall’uso dello scarabocchio riconducendoli fondamentalmente a 2 livelli di lettura: il rapporto di Anna con Giorgio in tutte le sue sfumature; il processo di individuazione-identità ancora in atto.

Di seguito riporto alcuni stimoli che ci hanno permesso di approfondire tematiche “vedendole” emergere dallo scarabocchi ad un livello non tanto razionale-interpretativo ma più emotivo-visivo.

  • Emerge significativamente la dualità che ogni interpretazione di Anna propone “… la perla … può decidere di uscire dal sacco o rimanerci …; il serpente può entrare/uscire dal sacco … può richiamare qualcuno o allontanarlo …; la persona pensierosa si sta chiedendo cosa scegliere …”.Questa marcata dualità rimanda a parti di Anna non ancora integrate, in conflitto che generano in Anna confusione e la sensazione di essere in una situazione di stallo.
  • Il pesce (Giorgio) è interessato alla Perla (Anna) ma per mangiarla.
  • La Perla (Anna) può però decidere cosa fare di questo rapporto (uscire dal sacco o rimanerci).
  • Il Pesce è simbolo e desiderio di libertà tuttavia ricorda anche un feto ancora in evoluzione, una Anna che deve ancora nascere. Anche per questo il suo rapporto con Giorgio non è maturo ma è l’unico rapporto per lei possibile. In questo rapporto Anna non è individuata quindi non chiede, non esprime la propria individualità, si limita ad accettare passivamente la volontà di Giorgio. Anna ha sempre represso la propria rabbia lasciando prevalere, nei suoi rapporti, il desiderio di compiacere, a discapito della sua parte più attiva ed energica nonché necessaria per esprimere in modo pieno i propri desideri e la propria identità.
  • Il Serpente (Giorgio nel primo livello, la Mamma nell’altro) avvolge e protegge tra le sue spire come se Anna fosse alla ricerca di un uomo-mamma ma al contempo il Serpente offre una protezione pericolosa, soffocante. Sia il rapporto con Giorgio che quello con la madre non aiutano Anna nell’evoluzione della sua individualità.
  • L’Io di Anna è ancora rannicchiato (Scrbc 3) nell’alveo materno con tutte le ambiguità derivanti da questa posizione ancora primitiva, permane il mito dell’infanzia felice perché permane il nido amniotico.
  • L’immagine del sonaglio/cuore che attira/respinge riporta ad un problema di fiducia: “non posso fidarmi di questo contenitore perché il contenitore è anche pericoloso”. Da questa dinamica può derivare la scarsa autostima di Anna e la poca fiducia nelle proprie capacità con i conseguenti problemi nei rapporti con i colleghi e nelle persone in generale.
  • Nel rapporto terapeutico sembra che Anna chieda alla terapeuta/madre di farla nascere, assegnandole il ruolo di ostetrica che può metterla al mondo solo se riconosce la preziosità e il valore di Anna/perla.

 

L‘uso dello scarabocchio ha permesso ad Anna di “vedere” più chiaramente in lei. Dopo qualche tempo Anna mi comunica cha ha lasciato Giorgio, “ho sempre sperato che la situazione cambiasse a mio favore, ho aspettato che lui cambiasse ma mi sono resa conto che io devo decidere della mia vita, che io mi sono messa in questo rapporto perché era l’unico possibile per me, e che io ora ho la capacità di cambiarlo ...“.

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